lunedì 15 aprile 2013

LA CIABATTA NERA



Ogni tanto esco di casa per osservare il nostro piccolo mondo di provincia, e mi accorgo di quante cose belle stiamo perdendo: un trionfo di fiori o l'incanto del mare.Qualcuno ha perduto una ciabatta nera sulla spiaggia di Siculiana Marina. Una sola. L'altra, forse, è rimasta, incagliata, sul barcone. (a.s.)

giovedì 11 aprile 2013

AUGURI A PIETRO INGRAO PER I SUOI 98 ANNI

                            Pietro Ingrao conclude la conferenza sul "Buongoverno governo negli Enti locali" promossa, 
                             nel settembre 1975,  dalla  Federazione prov/le del PCI di Agrigento.


(testo del messaggio augurale inviato a Pietro Ingrao, tramite il CRS)

"Non è per recriminare, ma solo per constatare che se, dopo il precipitoso "autoscioglimento" del PCI decretato da Achille Occhetto e non si sa da chi altri, Pietro avesse avuto qualche dubbio in meno e qualche certezza politica e organizzativa in più, avremmo oggi un Partito della Sinistra democatico e popolare capace di governare e di cambiare il Paese.
Ovviamente, questa considerazione non intacca la stima, il rispetto di sempre per la figura di Pietro Ingrao il cui pensiero ho avuto come punto di riferimento nei passaggi più impegnativi della mia esperienza di dirigente e di deputato del PCI della provincia di Agrigento dalla quale (esattamente da Grotte) proviene la sua famiglia, in particolare il suo nonno garibaldino.
Tantitissimi e cari Auguri."
 
                                        Agostino Spataro



Newsletter del Centro per la riforma dello Stato  

10 aprile 2013
Tanti Auguri Pietro

martedì 2 aprile 2013

A ISLA NEGRA, AL CAPEZZALE DELLA TOMBA DI NERUDA

Viaggiando per il Cile ho voluto visitare le tre case di Pablo Neruda: la "Chascona" a Santiago, la "Sebastiana " a Vigna del Mar e la villa "delle polene" a Isla Negra.
In questa ultima mi sono fermato a riposare al capezzale della tomba-letto del Poeta e della sua compagna Matilde Urritia che vollero essere sepolti lì, di fronte all'oceano infinito, dove Neruda cantò la loro passione  travolgente, clandestina: "E lì il nostro amore fu la torre invisibile che trema nel fumo".
Confesso che quella a Isla Negra è stata la visita più intima, l'incontro più commovente con il Cile profondo della lotta per la libertà, per il socialismo, per il progresso pacifico dell'umanità.
 Ho scritto questo ricordo perchè, oggi, ho appreso che il corpo del Poeta sarà riesumato per accertamenti giudiziari. Non so che dire. La motivazione è giusta, ma credo che l'illustre coppia non gradirà questa intrusione. (a.s.)

Dall'ode- testamento di Neruda:
Companeros, enterradme en Isla Negra, 
frente al mar que conozco, a cada àrea rugosa
de piedras y de olas que mis ojos perdidos non volveràn a ver...
que allì quiero dormir entre los pàrpados
del mar y de la tierra...
Abrid junto a mi  el hueco de la que amo, y un dia 
dejadla que otra vez me acompane en la tierra"
                      Pablo Neruda




Mondo Informazione – La Notizia che Cercavi.

Martedì 2 aprile 2013

Pablo Neruda sarà riesumato. I misteri sulla morte del grande poeta

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Pablo Neruda, il grande poeta cileno, Premio Nobel per la Letteratura nel 1971, sarà riesumato. La richiesta fatta dai comunisti cileni nel 2011 è stata infatti accolta. Pablo Neruda morì il 23 settembre 1973, ufficialmente per un cancro alla prostata, ma fin da allora vennero alimentati numerosi dubbi e proposte ricostruzioni ben più inquietanti.

Il corpo di Pablo Neruda riposa a Isla Negra, a 100 chilometri da Santiago del Cile. La riesumazione e un esame autoptico permetteranno di scoprire se il grande poeta morì veramente per cause naturali oppure fu ucciso. Neruda morì esattamente dodici giorni dopo l’avvento al potere del dittatore Augusto Pinochet.
Aderì molto giovane al comunismo, ma solo nel 1945, a 41 anni, decise di prendere la tessera del partito. L’anno successivo Gabriel Gonzalez Videla, candidato alla presidente del Cile della Alianza Democratica (alleanza tra radicali, comunisti e democratici), gli affidò la direzione della sua campagna elettorale. Videla vinse, anche grazie al lavoro appassionato di Neruda, ma subito dopo il neo-presidente cambiò decisamente linea politica.
Dopo la brutale repressione di un gruppo di minatori che stavano scioperando nella regione di Bio Bio, Pablo Neruda –che era stato eletto senatore- pronunciò un durissimo discorso (6 gennaio 1948) contro il presidente Videla. Dopo quel discorso, in seguito ribattezzato “Yo acuso”, Neruda venne costretto all’esilio. Videla promulgò inoltre disposizioni che misero letteralmente fuori legge quello stesso Partito Comunista che lo aveva sostenuto.
Il poeta fu costretto dunque all’esilio e, nel suo peregrinare, giunse anche in Italia. Nel 1952 fu infatti ospite dell’intellettuale Edwin Cerio nella sua villa di Capri. Il soggiorno italiano di Pablo Neruda sarà poi raccontato con grande sensibilità nel film “Il Postino”, ultima opera di Massimo Troisi.
Poco dopo, con la caduta imminente del regime di Videla, Neruda tornò in patria e sostenne la prima candidatura a presidente di Salvador Allende. Passarono anni intensi, tra impegni letterari e intensi impegni politici. Nel 1970 Pablo Neruda venne indicato come uno dei candidati alla Presidenza della Repubblica. Neruda, che pure avrebbe ottenuto certamente un grande risultato, decise di ritirarsi dalla competizione per appoggiare nuovamente Salvador Allende, che venne eletto. L’11 settembre 1973 però un brutale colpo di Stato architettato dal generale Augusto Pinochet rovesciò la democrazia facendo piombare il Cile in una tetra e lunga dittatura. Salvador Allende venne ucciso.
Nei giorni successivi Pablo Neruda fu più volte oggetto di perquisizioni e vessazioni da parte del regime. In una di queste disse con grande dignità ai militari che stavano perquisendo la sua casa di Santiago “Guardatevi in giro, c’è una sola forma di pericolo per voi qui: la poesia”.
Mentre attendeva di poter nuovamente espatriare in Messico, Neruda morì. La versione ufficiale parlò di cancro alla prostata, ma in pochi ci hanno creduto fin da allora. Nel 2011 il suo autista e guardia del corpo Manuel Araya ha rivelato di avere la certezza che Pablo Neruda fu ucciso con una misteriosa iniezioni nella clinica Santa Maria di Santiago del Cile.
Dopo quaranta anni il mistero potrà essere svelato.
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venerdì 22 marzo 2013

UN PAPA ARGENTINO PER “NORMALIZZARE” L’AMERICA LATINA?



di Agostino Spataro

 L’elogio delle banalità per non parlare degli intrighi vaticani
Sui media italiani (molto meno in quelli stranieri) continua a impazzare il tifo per il nuovo Papa, l’argentino Jorge Mario Bergoglio, solo perché si è presentato a Roma con le scarpe un po’ consunte, ha pagato il conto in albergo, ha salutato la folla in piazza S. Pietro con “ un buonasera”, con “un buongiorno e un buon appetito”, e via di questo passo.
Ora, non s’intende mettere in dubbio la sincerità del Papa quando si rivolge alla gente, ai fedeli, tuttavia quello imbastito da giornali e tv appare una sorta di “elogio delle banalità”, di gesti normali che qualsiasi persona di buon senso fa, e farebbe, in circostanze simili.
Quello che nessuno capisce sono le ragioni per le quali si esaltano i “buongiorno” e i “buonasera” e non si parla adeguatamente dei gravissimi problemi, morali e materiali, della chiesa cattolica e quindi dei compiti difficili che attendono il Papa nelle prossime settimane e mesi, soprattutto sul versante delle verifiche dell’intricato potere interno al Vaticano.
Tutto ciò è strano, anche perché siamo di fronte a un coro mediatico, monotono e ripetitivo,  che parrebbe diretto dal medesimo direttore d’orchestra.

Recuperare l’anomalia sud americana?
Perciò, pur sapendo di andare controcorrente, mi permetto d’insistere su questo tasto e in particolare su una certa inquietudine che si sta diffondendo in America Latina, non solo e non tanto, per i trascorsi del Papa argentino quanto per il timore che la sua elezione al soglio di Pietro potrebbe essere stata concepita, anche di là della sua volontà, come nuovo fattore della strategia dei poteri forti internazionali per "normalizzare”, “recuperare” l'America del Sud.
Ossia per il superamento della clamorosa, positiva anomalia sud-americana che, mentre il mondo è in preda alla recessione, vede quasi tutti questi Paesi impegnati a realizzare una seria mutazione politica accompagnata dalla crescita economica in favore dei lavoratori, dei ceti meno abbienti, delle stesse economie nazionali con risultati buoni, talvolta eccellenti.
Sappiamo che nelle politiche di questi governi vi sono errori, limiti, eccessi, riprovevoli tendenze familistiche. Tuttavia, essi hanno dimostrato di avere le idee chiare e, con il consenso democratico della gente, hanno varato politiche d'inclusione sociale e non di esclusione come accade in Italia, in Europa, negli Usa.
Insomma, in questa fase oscura dell’umanità, soltanto dall'America del Sud giungono buone notizie, una nuova speranza per i popoli del mondo.  

Democrazia e boom economico grazie ai governi progressisti e di sinistra
Dopo il crollo delle dittature militari, imposte col "piano Condor" degli Usa, dopo i fallimentari governi del FMI di Menem e soci, in America meridionale è in atto un grande fervore democratico, culturale, civile: crescono i diritti degli uomini e delle donne (perfino degli omosessuali) e degli "eterni esclusi" ossia delle popolazioni indigene prima sterminate e poi trattate da schiavi; crescono il Pil totale e i redditi individuali, si governa il  debito pubblico e si paga quello con FMI e Banca mondiale.
Due organismi internazionali che dovrebbero essere al servizio del progresso dei popoli, ma che, per un lungo periodo, hanno sfruttato, affamato i sudamericani e sostenuto le dittature per mantenere "l'ordine", il loro ordine, quasi sempre benedetto dalle gerarchie cattoliche.
In Argentina, tale connivenza continuò perfino durante gli anni terribili della dittatura di Videla e soci che provocò il sequestro, la sparizione di circa 30.000 giovani dissidenti politici (fra cui anche qualche prete di base), violentati, torturati e gettati (vivi) dagli aerei in volo.
Il cosiddetto "governo profondo" del mondo occidentale, ossia la "cupola" invisibile ( o quasi) dei grandi oligopoli multinazionali e delle grandi banche (in affanno), non può consentire che l'America del Sud, la prima cavia della loro ottusa strategia di  rapina, riesca a liberarsi dall'antico giogo.
Avendo fallito col voto democratico che ha sconfitto i partiti di destra (loro alleati), non potendo ri-proporre la soluzione autoritaria (nuove dittature), temo si saranno orientati a far leva sul diffuso e genuino sentimento religioso cattolico, soprattutto sulla sua gerarchia, per avviare una contrapposizione, anche di tipo ideologico, con i governi democratici e progressisti locali.

Si vuole ripetere l’esperienza del “Papa polacco”?
In primo luogo con quello argentino di Cristina Fernadez de Kirchner, succeduta al marito Nestor "colpevole" di avere salvato l'economia e il popolo argentini dal drammatico fallimento provocato dai governi dei dittatori e di Menem e soci, di avere sottratto lo Stato e l’economia argentini dagli artigli del Fondo monetario internazionale.
Il “governo profondo”, forse, spera in una contrapposizione tra il neo Pontefice e i governi progressisti e di sinistra sud-americani per aprire una breccia nella coscienza popolare attraverso cui far passare il disegno neo-egemonico.
E quale chance migliore di quella dell'elezione di un Papa argentino che- si dice- andasse in autobus a trovare i poveri, ma anche i militari golpisti?
Insomma, quel che, oggi, si teme è la ripetizione di quanto è accaduto in Europa centro-orientale con l’elezione, a sorpresa, del “papa polacco”, agli esordi della strategia neo-liberista.  
Vedremo. Speriamo di no. Per proseguire nella giusta via del progresso nella democrazia, della giustizia sociale l’America latina ha bisogno di libertà, di collaborazione e di pace, anche religiosa. 
Spero, sinceramente, che Papa Francesco vorrà smentire, con i fatti, questi ed altri dubbi e timori. Ovviamente, non solo miei. 
       Agostino Spataro

marzo 2013         

martedì 5 febbraio 2013

SORELLE D' ITALIA...

"Sorelle d'Italia". In realtà, sono tutte asiatiche. La globalizzazione avanza anche nei conventi. Ho scattato questa foto, ai primi di gennaio 2013, a Roma, alla fermata del bus, fra il teatro Marcello e il Campidoglio.
                        Spero sia di Vs gradimento.
                                               Agostino Spataro
5/2/13

giovedì 3 gennaio 2013

LE VERE PRIMARIE? IL VOTO DI PREFERENZA ALLE POLITICHE!





LE VERE “PRIMARIE”?
IL VOTO DI PREFERENZA ALLE POLITICHE!

di Agostino Spataro

Anche se nessuno capisce il motivo della sua risoluta opposizione alla re-introduzione del voto di preferenza alle politiche, bisogna dare atto al PD dello sforzo lodevole di volere, con le “primarie”, attenuare il danno provocato dal “porcellum” e consentire una partecipazione di base alla designazione di una quota di candidati eleggibili. Meglio del nulla degli altri partiti!
Tuttavia, la gestione di buona parte delle candidature-sicure, oltre che verticistica, è stata in vari casi discutibile ed ha provocato una diffusa amarezza per il mancato cambiamento dei gruppi parlamentari.
Una  delusione cui, certo, non si potrà rimediare con il ritiro volontario di Walter Veltroni e di  Massimo D’Alema. Un esempio opportuno ma inefficace giacché non è stato seguito da molti.
In ogni caso, non si può far passare l’idea che, non rientrando i due in Parlamento, il rinnovamento della politica italiana è assicurato. Affatto! Mi sembrerebbe perfino un tantino ingiusto oltre che mistificatorio.
Ma torniamo al tema centrale di questa nota poiché durante lo svolgimento della primarie parziali (non trovo altro aggettivo) sono state rilevate contestazioni politiche e procedurali che hanno prodotto forti risentimenti e alcuni ricorsi formali.
Segno che le cose non sono andate come dovevano e che taluni nomi, usciti vittoriosi dalle urne, hanno provocato più malumori che entusiasmi.   
Insomma, anche le “buone intenzioni”, quando sono maldestramente usate al di fuori di meccanismi di garanzia legale, possono tradursi in mere furbate propagandistiche di corto respiro.
In realtà, anche queste “primarie” hanno manifestato i loro limiti e, soprattutto, le loro possibilità di aggiramento non di soluzione del “problema”.
E’ inutile girarci intorno: se si vogliono fare le primarie, in modo corretto e partecipativo, bisogna varare una legge ad hoc che le regolamenti e le renda obbligatorie per i partiti che concorrono alle elezioni ed attingono al finanziamento pubblico.
Partendo, ovviamente, dall’abolizione del “porcellum” che è il male maggiore poiché nega agli elettori il diritto al voto di preferenza e trasferisce  ai capi-partito, ossia ad una ristretta cerchia di persone, il potere di nominare, nei fatti, il Parlamento della Repubblica. Tutto ciò è inaccettabile oltre che disastroso per la democrazia italiana. 
Il “porcellum” è un cancro da estirpare al più presto! La legge, attribuita al leghista Calderoli, in realtà è stata da (quasi) tutti voluta e da tutti usata, ed abusata, per perpetuare cordate e ruoli parlamentari senza essere legittimati dal voto (democratico) di preferenza.
Perciò, viste le risultanze, le vere “primarie” sono il voto di preferenza! Uno solo, e numerico, per evitare brogli e/o la compravendita di voti.
Purtroppo, a febbraio, nonostante le “primarie del PD”, le “primariette di Sel”, le “parlamentarie di Grillo”, i vani decaloghi moraleggianti berlusconiani, le aperture alla “società civile” (come se l’altra fosse “incivile” o “militare”) dei centristi vecchi e nuovi, avremo un ricambio minimo e la solita, grande abbuffata di parlamentari lottizzati e nominati.
Esattamente, il contrario di quanto sarebbe necessario per affrontare in altro modo la crisi e anche per avviare una nuova fase costituente. E per evitare la minaccia, sempre incombente, di un nuovo governo “tecnico”.

                            Agostino Spataro

3 gennaio 2013

mercoledì 2 gennaio 2013

I libri di Agostino Spataro nella catena "WORLDCAT"

Spataro, Agostino 1948-

Overview
Works:12 works in 26 publications in 3 languages and 167 library holdings
Classifications: hv6430.b55, 338.479
Publication Timeline
1980 |
View works by  Agostino Spataro 1980 - 1980
View works by  Agostino Spataro 1981 - 1981
View works by  Agostino Spataro 1982 - 1982
View works by  Agostino Spataro 1983 - 1983
View works by  Agostino Spataro 1984 - 1984






















View works by  Agostino Spataro 2009 - 2009
View works by  Agostino Spataro 2010 - 2010
|2010
Key
Publications about  Agostino Spataro Publications about Agostino Spataro
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Most widely held works by Agostino Spataro
by ( Book )
3 editions published in in French and held by 56 libraries worldwide
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2 editions published in in Italian and held by 21 libraries worldwide
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3 editions published in in Italian and held by 17 libraries worldwide
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3 editions published in in Italian and Undetermined and held by 14 libraries worldwide
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5 editions published in in Italian and held by 12 libraries worldwide
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2 editions published in in Undetermined and Italian and held by 12 libraries worldwide
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2 editions published in in Italian and held by 6 libraries worldwide
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1 edition published in in Italian and held by 6 libraries worldwide