- Io "voto" per Camila Vallejo leader riconosciuta di un grandioso movimento studentesco che sta scuotendo la società e il potere conservatore in Cile. Camila è la speranza. Anche per noi che viviamo in un altro emisfero.
Giovane, bella, intelligente, decisa e con le idee chiare. E soprattutto comunista... E' candidata al Parlamento cileno. (a.s.) (2 foto)
domenica 2 giugno 2013
giovedì 30 maggio 2013
- ALCUNI MIEI LIBRI NELLA BIBLIOTECA DEL CONGRESSO USA
Library of Congress Results for "Spataro Agostino"
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Catalog Record
Ioppolo Giancaxio : fra storia e memoriaCatalog Record Only
Includes bibliographical references.
Contributor: Spataro, Agostino
Site: Main Catalog
Original Format: Book
Date: 1996
Catalog Record
Il Mediterraneo : popoli e risorse verso uno spazio economico comuneCatalog Record Only
Includes bibliographical references.
Contributor: Spataro, Agostino
Site: Main Catalog
Original Format: Book
Date: 1993
Catalog Record
Il turismo nel MediterraneoCatalog Record Only
Includes bibliographical references (p. 130).
Contributor: Spataro, Agostino
Site: Main Catalog
Original Format: Book
Date: 1998
Catalog Record
Oltre il canale : ipotesi di cooperazione siculo-arabaCatalog Record Only
Includes bibliographical references.
Contributor: Spataro, Agostino
Site: Main Catalog
Original Format: Book
Date: 1986
Catalog Record
Il fondamentalismo islamico : dalle origini a Bin LadenCatalog Record Only
Includes bibliographical references (p. 187-189).
Contributor: Spataro, Agostino
Site: Main Catalog
Original Format: Book
Date: 2001
Spataro, Agostino
Subject
Mediterranean Region [2]
Islam and Politics [1]
Islamic Fundamentalism [1]
Bin Laden, Osama [1]
Economic Conditions [1]
Arab Countries [1]
Foreign Economic Relations [1]
Islam [1]
Ioppolo Giancaxio (Italy) [1]
History [1]
More Subjects
Location
Italy [2]
Mediterranean Region [2]
Arab Countries [1]
Sicily [1]
Ioppolo Giancaxio [1]
Language
Italian
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martedì 28 maggio 2013
MUJICA, UN PRESIDENTE CHE TUTTI VORREBBERO AVERE COME... PRESIDENTE
Visita in Italia del Presidente uruguayano Mujica
UN PRESIDENTE CHE
TUTTI VORREBBERO COME…PRESIDENTE
di Agostino Spataro
Questo che vedete sopra non è un UFO, ma l'avveniristico
aeroporto di Montevideo.
Vuole essere un omaggio al compagno José Pepe Mujica popolare Presidente della Repubblica dell'Uruguay il quale, nei giorni 3 e 4 di giugno, sarà in visita in Italia, a Roma e a Napoli.
Vuole essere un omaggio al compagno José Pepe Mujica popolare Presidente della Repubblica dell'Uruguay il quale, nei giorni 3 e 4 di giugno, sarà in visita in Italia, a Roma e a Napoli.
Un uomo vecchio ma lucido,
lungimirante; un presidente umile ed efficiente più di tanti giovani politici
spocchiosi, incompetenti e, talvolta, anche un pò venduti.
Poiché, non è l'età che fa il
buon politico, ma sono le idee e i valori etici che lo contraddistinguono.
Mujica è uno dei nuovi leader della sinistra democratica dell’America
Latina, da anni, impegnati in una grandiosa e difficile lotta prima per
liberarsi delle feroci dittature militari (insediate e/o sostenute dal “Piano
Condor” ideato dagli strateghi Usa) e, oggi, contro il secolare sottosviluppo e
le mire di re-conquista delle oligarchie neoliberiste locali e internazionali.
I risultati sono sotto gli occhi
di tutti. Almeno di chi vuol vedere. L’America del Sud è l’unica regione di
questo mondo in recessione che, mediamente, cresce a ritmi abbastanza sostenuti,
secondi o pari soltanto a quelli della Cina.
L’Italia deve sentirsi onorata
di ricevere questo indomito combattente per la libertà e il progresso dei
lavoratori uruguayani; questo guerrigliero che, per 14 anni, ha subito le
torture e il carcere della dittatura militare. L’imprenditoria e il governo
italiani devono aprirsi di più alla collaborazione politica ed economica con
l’Uruguay, sostenere lo sforzo di questo piccolo Paese, per altro, con una
forte presenza di oriundi italiani.
“Libertad o muerte”, Montevideo, 2012 (foto di A. Spataro)
Oggi, Mujica è il Presidente
dell'Uruguay uno dei pochi Paesi al mondo che cresce in equilibrio con la
società e con la natura.
Un simbolo vivente del riscatto sociale e democratico delle classi
popolari, un riferimento concreto, operativo di una sinistra che vince senza
rinnegare la sua storia, le sue idee, i suoi valori democratici e di libertà.
Mujica si è rivelato un
autentico difensore dei diritti umani e di quelli, più fondamentali, di Madre
Natura.
Un Presidente saggio, perfino filosofo,
che alla Conferenza sul clima di Rio de Janeiro esordì con queste bellissime,
semplici parole:
“questo iper consumo è
lo stesso che sta aggredendo il pianeta. I vecchi pensatori – Epicuro, Seneca o
finanche gli Aymara – dicevano: povero non è colui che tiene poco, ma colui che
necessita tanto e desidera ancora di più e più. Queste cose che dico sono molto
elementari: lo sviluppo non può essere contrario alla felicità. Deve essere a
favore della felicità umana; dell’amore sulla Terra, delle relazioni umane,
dell’attenzione ai figli, dell’avere amici, dell’avere il giusto, l’elementare.
Precisamente. Perché è questo il tesoro più importante che abbiamo: la
felicità!”
Un Presidente, vegetariano, che vive nella sua vecchia fattoria di
campagna, che dona il 90% della sua indennità presidenziale ai bisognosi e alle
organizzazioni di solidarietà sociale, che va in giro su un vecchio maggiolino
degli anni ’70.
Insomma, un Presidente che, nel mondo, tutti vorrebbero avere come... Presidente.
Un Uomo cui andrebbe senz’altro
il Premio Nobel per la Pace. A
Lui, il saluto e la fraterna amicizia dei lavoratori e del popolo italiani.
29 maggio 2013
(daWikipedia)
lunedì 27 maggio 2013
"PORCELLUM", IL MALE MAGGIORE
“PORCELLUM”, IL MALE MAGGIORE
di Agostino Spataro
L’oracolo ha parlato senza dire nulla
Si farà la riforma elettorale? Come, quando, con quali
forze? Credo che queste e altre domande consimili frullino nella testa della
gran parte degli italiani, forse più di quelle che nascono dalla crisi
economica, poiché il “porcellum” è, oggi, il male maggiore.
Ieri, l’oracolo del governo Letta ossia il ministro per le
Riforme, Gaetano Quagliarello, ha chiarito- secondo Adn-Kronos, “che in questa prima fase sia necessario un intervento di “salvaguardia”
che renda certamente costituzionale il sistema vigente e, 'sterilizzando' il
problema immediato della legge elettorale, agevoli il percorso complessivo di
riforma istituzionale, all'interno del quale anche il tema della legge
elettorale troverà una compiuta definizione".
Alla faccia del caciocavallo! Direbbero a Napoli. Un’oscura
allusione, la sua. Poiché il signor
ministro, con questa contorta girandola di parole, non ha chiarito un bel nulla. Ha solo lasciato
intravedere una soluzione minimalista, rassicurando l’anomala maggioranza che
non si farà una seria riforma di quella legge ignobile chiamata “porcellum” che
sta, pericolosamente, infiacchendo il sistema democratico italiano.
Una legge disastrosa e anticostituzionale, come, ora, si
accorgono anche le alte Corti che dovrebbero (di più) vigilare su tale
delicatissima materia.
Con questa legge, infatti, è stato espropriato il
cittadino-elettore del diritto (costituzionale) di potere scegliere, col voto,
il suo candidato al Parlamento.
E’ stato compiuto un grave misfatto politico ai danni della
democrazia e della sovranità popolare, trasferendo il potere elettivo dal
popolo a un gruppo ristretto di capipartito (una diecina in tutto) i quali, di
fatto, nominano i membri di Camera e Senato.
E così, nelle liste bloccate, e quindi in Parlamento, si
trova di tutto: mogli, figli, amanti, portaborse, avvocati e fiscalisti di
fiducia e via via degradando…e anche qualche brava persona.
La “legge porcata” che a tutti piace
Al “porcellum”, imposto a colpi di maglio dal centro destra,
si sono assuefatti anche i capi del centro-sinistra, lo stesso Grillo, che
hanno profittato delle sue malefiche virtù.
Insomma, inutile
girarci intorno: la mancanza del voto di preferenza fa comodo a Berlusconi e
ai leghisti, ma anche ai loro (ex) avversari
i quali, per altro, durante l’ultimo governo Prodi potevano modificare la
legge-porcata, ma non l’hanno fatto.
E anche oggi, di fronte a tanto disastro, gli esponenti del
centro-sinistra si guardano bene dal chiedere la re-introduzione di almeno una
preferenza.
Soltanto l’Udc- bisogna dargliene atto- si è battuta per le
preferenze, anche se, alla fine, ha votato la legge – vergogna.
Sappiamo che la preferenza comporta qualche problema,
soprattutto quello della compravendita dei voti, superabile con una sola
preferenza numerica (non nominativa) e, ancor di più, con l’introduzione del
voto elettronico, come si fa in Usa, in Brasile e in tanti Paesi anche in via
di sviluppo.
Ridateci il voto di preferenza, per favore!
Che Berlusconi non voglia le preferenze si può capire poiché
senza il potere di nomina (dei parlamentari) il suo trono vacillerebbe. Invece,
nessuno capisce la ritrosia del Partito Democratico che sembra condividere con il
Pdl l’avversione per il voto di preferenza.
E non convincono “le fughe” di taluni esponenti del PD i
quali, pur di non re-introdurre il voto di preferenza, vorrebbero importare
modelli elettorale da altri paesi (da Francia, Germania, Spagna, ecc).
Ovviamente, sulla questione del voto di preferenza l’opinione
pubblica desidera conoscere la posizione, pubblica e chiaramente motivata, anche
di SEL, della Lega Nord e del Movimento di Grillo.
In assenza di una
motivazione convincente, si accrediterebbe l’idea, già abbastanza diffusa, che
non si voglia dare agli elettori il diritto di scegliere il parlamentare perché
- si teme- provocherebbe una “rivoluzione copernicana” nel sistema politico
italiano: il sole non sarebbe più il capo-partito che nomina, ma l’elettore che
sceglie, col voto, anche il capo partito.
Infine, notiamo che la nomina, oltre a delegittimare i
deputati e il ruolo del Parlamento, provoca un’incomprensibile disparità fra i
diversi livelli della rappresentanza democratica: i deputati europei, i
consiglieri regionali, provinciali e
comunali sono eletti col voto di preferenza, solo quelli di Camera e Senato
sono nominati dall’alto.
Una condizione anomala che non sta né in cielo né in terra,
ma solo nelle teste dei capi partito ossia di privati cittadini (perché tali
sono secondo la
Costituzione) i quali esercitano un diritto espropriato agli
elettori. E così non si continuare!
Agostino Spataro
25 maggio 2013
martedì 21 maggio 2013
sabato 11 maggio 2013
"NEGLI ANNI DEL NOVECENTO", video-intervista di Agostino Spataro
Da Joppolo Giancaxio al Parlamento nazionale: l'esperienza politica di Agostino Spataro.
Le lotte dei movimenti contadino, operaio e studentesco nell'agrigentino, il rinnovamento del PCI in provincia di Agrigento e in Sicilia, la vittoria del referendum sul divorzio e i grandi successi elettorali del PCI negli anni '70, l'iniziativa parlamentare a difesa degli interessi dei lavoratori e delle popolazioni agrigentine e siciliane, la prospettiva mediterranea della Sicilia e la politica italiana verso il mondo arabo, l'interesse per i cambiamenti in atto in America del sud.
Intervista condotta dal prof. Totò Cacciato per il programma "Negli anni del novecento" di AGTV del 3 aprile 2013
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