martedì 6 ottobre 2015

RICORDO DI GONCZ ARPAD, SCRITTORE ED EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA UNGHERESE

https://it.notizie.yahoo.com/ungheria-%C3%A8-morto-93-anni-ex-presidente-arpad-181918931.html
Goncz Arpad non fu comunista, ma nemmeno anticomunista sfegatato. Visse la tregedia del '56 e ne pagò le conseguenze. Fu un uomo onesto, uno scrittore libero, sincero prestato alla politica. 
Un grande Presidente che guidò, con lungimiranza e spirito unitario, la tumultuosa transizione ungherese. Mi piace ricordarLo con queste immagini della sua visita in Sicilia svoltasi, nel dicembre 1999, fra Palermo e Agrigento. (a.s.)

Agrigento, Kaos, dic. 1999- Goncz Arpad rende omaggio alla tomba di Luigi Pirandello, premio Nobel per la letteratura

Foto in alto: Angelo Capodicasa e il presidente Arpad fra le ungheresi presenti: l'ambasciatrice a Roma, Elena, Monica e Klari. Foto in basso: Il presidente alla Casa natale di L. Pirandello. Si riconoscono, da sin: Giuseppe Montante (guida), Paolo Cilona, l'ambasciatrice ungherese, il Presidente e Agostino Spataro.

Casa natale di L. Pirandello. Con gli occhiali scuri, Giovanni Verderame, ambasciatore italiano in Ungheria

Racalmuto, omaggio a Leonardo Sciascia. Da sin: Totò Petrotto, sindaco di Racalmuto, Goncz Arpad, Elena, funzionari ungheresi.

Budapest, febbraio 2000: Agostino Spataro ricevuto da Goncz Arpad al Palazzo presidenziale

Foto in alto: Agrigento, dic. 1999- Sala del Consiglio prov.le: consegna del premio Telamone per la Pace a Goncz Arpad, seduto tra Angelo Capodicasa, presidente della Regione, e l'ambasciatrice ungherese a Roma. Foto sotto: autorità e pubblico.

venerdì 2 ottobre 2015

MALEDETTE "PRIMAVERE" ! STANNO DEVASTANDO LO YEMEN


Sanaa oggi- Centro storico, effetti dei bombardamenti sauditi
L'aviazione saudita, col supporto dei suoi alleati occidentali e orientali, continua a bombardare lo Yemen, il "Paese più bello del mondo" (ha scritto Pier Paolo Pasolini). I morti, in gran parte civili inermi, si contano a migliaia, ma nessuno sembra preoccuparsene. Quasi fossero morti di serie B. 
Così per le devastazioni del bellissimo centro storico medievale della capitale Sanaa, dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'umanità. L'Onu tace, non interviene per fermare il massacro. (Agostino Spataro) *

Bal El Yemen. Sanaa ieri. Come la vidi qualche anno fa
 
Sanaa oggi. Distruzione e morte 

 Copertina del magazine Italo-Usa "Oggi/7" che annuncia il mio articolo "Un italiano nello Yemen" in:  http://www.oggi7.info/2010/01/12/2689-attualit-un-italiano-yemen      



Dintorni di Sanaa: palazzo dell'Imam (foto mia)

Visito il palazzo dell'Imam
* Autore del libro "La notte dello sceicco- Reportage dallo Yemen":
http://www.lafeltrinelli.it/libri/spataro-agostino/notte-dello-sceicco/9788826702322

MALEDETTE "PRIMAVERE" ! ORA TOCCA ALLO YEMEN

L'AVIAZIONE SAUDITA, COL SUPPORTO DEI SUOI ALLEATI OCCIDENTALI E ORIENTALI, STA DISTRUGGENDO LO YEMEN, IL "PAESE PIU' BELLO DEL MONDO" 
( P.P. Pasolini). I MORTI, IN GRAN PARTE CIVILI INERMI, SI CONTANO A MIGLIAIA, MA NESSUNO SEMBRA OCCUPARSENE. FORSE SONO MORTI DI SERIE B?

IL CENTRO STORICO DI SANAA E' PATRIMONIO DELL'UMANITA', MA L'ONU E L'UNESCO NON INTERVENGONO PER FERMARE IL DISASTRO.  
(le foto che seguono offrono alcune immagini dello Yemen come lo vidi io qualche tempo fa)

Bal El Yemen


Dintorni di Sana a, Palazzo dell'Imam

Centro storico di Sanaa

Mareb. Tempio di Bilqis, la regina di Saba

Montagna yemenita

Visita al Palazzo dell'Imam

Mokka, moschea

Queste, invece, sono foto (prese dal web) che illustrano gli effetti dei bombardamenti sauditi sulla città di Sanaa
Sanaa: si scava fra le macerie dopo i bombardamenti sauditi

Sanaa, distruzione e morte

Sanaa, attacco al centro storico di Sanaa, patrimonio dell'umanità

Pier P. Pasolini, le mura di Sanaa 

Se volete potete dare un'occhiata a questo articolo, tratto dal mio libro (http://www.lafeltrinelli.it/libri/spataro-agostino/notte-dello-sceicco/9788826702322), pubblicato sul magazine italo-Usa "Oggi7":

http://www.oggi7.info/2010/01/12/2689-attualit-un-italiano-yemen

lunedì 28 settembre 2015

CON PIETRO INGRAO, SOTTO GLI SPLENDIDI CIELI SICILIANI


Pietro Ingrao ad Agrigento, sett. 1975

Vi sono uomini cinici e sleali che sono morti prima di morire. Vi sono uomini liberi, inquieti e tuttavia coerenti con le Idee professate che restano vivi anche dopo morti. 
Uno di questi è il compagno Pietro Ingrao.
Fra i numerosi commenti sulla stampa nazionale nessuno ricorda il legame che Ingrao mantenne con la Sicilia, con la provinciadi Agrigento, con Grotte paese d’origine della sua famiglia paterna. Rilevo tale mancanza non per campanilismo, ma perché Ingrao ci teneva a questo legame, come sottolineato nella sottostante intervista che gli feci il 29 settembre 2001. http://ricerca.repubblica.it/repubb...

Pietro Ingrao a Grotte (fota presa da "Malgrado tutto" che ringrazio)
Anche nel suo libro autobiografico "Volevo la luna", Ingrao ricorda la Sicilia, i siciliani, in particolare,  Salvatore Di Benedetto (senatore e a lungo sindaco Pci di Raffadali). Ricordo non casuale poiché Totò fu uno degli organizzatori della Resistenza milanese e, in particolare, della grande manifestazione del 25 luglio 1943 conclusa con un discorso di Ingrao.
http://www.pietroingrao.it/index.php?option=com_content&view=article&id=96

Milano, 25 luglio 1943. Pietro Ingrao parla alla folla degli operai in sciopero
Totò e Ingrao rievocarono questa ed altre vicende in una bella giornata di mare che trascorremmo nell’incantevole baia di Eraclea Minoa. In provincia di Agrigento, almeno fino ai primi anni ’80, il Pci, il suo  gruppo dirigente s’ispirarono alle posizioni ideali e politiche di Pietro Ingrao e di Enrico Berlinguer.

Presidenza del convegno “Un nuovo modo di governare”, Agrigento, sett. 1975, da sin: Santo Tortorici, Antonio Ritacco, Angelo Lauricella, Angelo Capodicasa, Agostino Spataro, Michele Figurelli, Nazareno Vitali, Pietro Ingrao.
                                     
Infine, una riflessione da compagno a compagno, e con tutto il rispetto dovuto alla sua esemplare figura, per dire che, probabilmente, con qualche suo dubbio in meno e qualche scelta decisa in più, si sarebbe potuto evitare al Pci e alla sinistra un epilogo così amaro. Ma non tutto è perduto. La sinistra, quella autentica, risorgerà, anche nel nome del compagno Pietro Ingrao.
(Agostino Spataro)

  • Quasi tutto il gruppo del PCI alla Camera applaude l’elezione di Pietro Ingrao a Presidente della Camera dei Deputati. Roma, luglio 1976. (io sono quello con i baffi a destra di E. Berlinguer/ foto da “L’Unità”)

martedì 22 settembre 2015

RECHERCHE LIVRE AGOSTINO SPATARO (in francese)




RECHERCHE LIVRE AGOSTINO-SPATARO 



vers la recherche extrait courts wikipedia agostino-spataroRéférence Agostino Spataro

L'INFO
  Actualité agostino spataro    agostino spataro  
ticinolive
Rub al Khali 2 Fra le sabbie infuocate del “Rub al khali” (il “Quarto Vuoto”), lo sterminato deserto della penisola arabica, vagano alcune centinaia d'individui biondi, uomini e femmine, figli di una santa missione che, all'incirca due secoli fa, partì ...
ticinolive
Riceviamo e pubblichiamo questo contributo di notevole interesse, per il quale ringraziamo l'autore Agostino Spataro, che già molte volte è apparso su Ticinolive. I suoi commenti, tuttavia, NON impegnano la Redazione. Le fotografie sono state scattate ...
ticinolive
mercato-ortofrutticolo Questa intervista, rilasciata da Agostino Spataro a un quotidiano di Rosario (Argentina), ci è stata inviata e la pubblichiamo, per il notevole interesse che essa riveste. Ovviamente i concetti espressi dal dott. Spataro non ...
ticinolive
Spataro-4 “Negli ultimi tempi, è invalsa la tendenza di celebrare in chiesa i funerali di compagni anche “qualificati” ossia dirigenti comunisti che nella vita hanno praticato e predicato la teoria dell'ateismo marxista. Quanti compagni al Tempio, si ...






venerdì 18 settembre 2015

PROFUGHI: C' E' ANCHE UN' UNGHERIA SOLIDALE...

Budapest (30/8), profughi accampati nel sottopassaggio della stazione Keleti

Bud. (3/9)/Lezione di disegno: volontari unghresi intrattengono i bambini siriani

(3/9) Scene di vita da profughi

(3/9) Lezione di disegno

(3/9) "Questo l'ho fatto io"

(3/9) Migration Aid: rifornimento di acqua minerale

(3/9) "Concerto" di musica popolare ungherese

(3/9) Abdullah è contento: ha ricevuto un pacco di cetrioli e un orsetto di peluche

(30/8) Nel sottopassaggio

(3/9) Prima curiosità. Quest'uomo è un barbone magiaro (se ne vedono tanti a Budapest) che ha chiesto un rotolo di carta igienica al banco dell'associazione islamica di solidarietà. Gli è stato rifiutato perchè non era profugo. Evidentemente, la signorina non ha riconosciuto al barbone il diritto di essere "profugo in patria".

(3/9) Donne velate nel sottopassaggio

(3/9) Si ricaricano i telefonini

Bud. (1/9) Seconda curiosità. Ho notato questa donna orientale, elegantemente vestita, aggirarsi ai bordi della massa di profughi  all'interno della stazione dove eravamo bloccati dalla polizia che aveva chiuso tutte le entrate. Le ho chiesto se fosse profuga. Mi ha risposto con questo sorriso enigmatico...

Terza curiosità. Questa lapide, contenente una  "sura" del Corano, è attaccata alla parete centrale interna della chiesa di San Bertalan a Pecs (Ungheria). La chiesa ha conservato la forma della moschea "Pashà Ghazi Kassim" che fu edificata dai turchi occupanti sopra una chiesa medievale cristiana dedicata, appunto, a San Bertalan. Un esempio eclatante di rispetto per l'altro, anche se ocupante, che non trova eguali in altra chiesa cristiana, tantomeno in una moschea islamica.
(1/9) Profughi che pressano per entrare in stazione.

(1/9) La polizia contiene il flusso dei profughi verso i binari.

(30/8) Famiglia di siriani prende un gelato in una via adiacente alla stazione Keleti.

(1/9) Assalto al treno per Vienna
(1/9) I profughi costretti a scendere dal treno per Vienna

(1/9) Keleti (interno), donna siriana che cambia il pannolino al figlio

(1/9) ore 9,00. Chiusura della stazione Keleti. Iinsieme alla massa dei profughi restiamo intrappolati (c'era anche Elena) per due ore dentro la stazione. Finalmente, (dopo 35 anni di fedele iscrizione) mi è servito il tesserino di giornalista che mi ha consentito di girare fra i profughi, di parlare con loro e prendere qualche foto. La stazione era controllata da vari reparti di polizia in assetto antisommossa che hanno agito responsabilmente, con spirito di comprensione. Infatti, in quel gran trambusto non c'è stato nemmeno un ferito.

(1/9) Famiglia siriana

(1/9) Piazzale Keleti: migliai di profughi chiedono di partire

(1/9) Altra veduta dell'assembramento davanti la stazione

(1/9) Keleti svuotata. Nessun treno partirà per l'Europa occidentale.